giovedì 14 gennaio 2010

Nasomatto

Dopo tanto parlare di Alessandro Gualtieri, finalmente da pochi mesi a questa parte sono riuscita a testare quasi giornalmente (in base al mood) i suoi estratti. Si, sto parlando proprio di Nasomatto. Si è detto veramente tutto su di lui e sulle sue fragranze, ma quello che ognuno di noi prova annusandole o indossandole è veramente diverso. Una mia amica dopo aver indossato Black Afgano mi ha detto che sapeva di sudore, o meglio di ascella! Pazzesco. Quelli che hanno destato in me maggiore interesse sono China White, Hindu Grass e Black Afgano! CHina White suscita una sensazone di torpore, come se mi fossi svegliata da un lungo sonno!;)) meravigliosa sensazione. Il secondo mi fa vagare con la mente, e mi conduce in un enorme distesa di verde dove si avvertono odori di fieno, anice, erba, rugiada potrei essere una figlia dei fiori appena tornata da Woodstock! Black Afgano strano ma vero, il mio preferito è una droga, che mi induce ad annusarmi ripetutamente durante l'arco della giornata, quasi con un istinto animale. Nel mio immaginario si apre la scena in una savana dove i leoni dopo aver scelto la femmina tra il branco, l'annusano per ore ci giocano e si amano... e nell'aria rimane quell'odore di pelle d'animale, di polvere, di legni e di terra, il tutto riscaldato da un meraviglioso tramonto Africano.
Un odore veramente "primitivo", che stranamente sulla mia pelle dopo alcune ore si trasforma in un delicato chypre.

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